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[IT] L’accrescimento e lo sviluppo della ghiandola mammaria sono fattori determinanti della capacità di produzione del latte degli animali. Si è visto nei bovini che, elevati livelli di ingestione di energia durante il periodo prepuberale possono influenzare negativamente lo sviluppo mammario e, in questo modo, ridurre la capacità di produzione del latte degli animali. Negli ovini gli studi effettuati in questo senso sono pochi e frammentari. Lo scopo di questo lavoro di ricerca è stato quello di studiare in agnelle di razza Assaf Spagnola l’effetto del livello di energia ingerita tra la nascita ed i 5 mesi di vita sull’accrescimento degli animali, sullo sviluppo della ghiandola mammaria e sulla produzione di latte nella prima lattazione. Per ragiungere questo obiettivo sono state utilizzate 120 agnelle di razza Assaf Spagnola allevate con un disegno sperimentale fattoriale 2×3, definito da 2 livelli di ingestione di succedaneo del latte nel periodo di allattamento [“Alto” (AL: 1,5 MJ EB/kg PV0,75 al giorno) e “Ristretto” (Rs: 0,9 MJ EB/kg PV0,75 al giorno)] e 3 livelli di ingestione di mangime tra lo svezzamento e i 5 mesi di età (prima fase della crescita) [“Alto” (A: mangime di rimonta somministrato ad libitum), “Medio” (M: 25 g di mangime/kg PV al giorno) e “Basso” (B: 15 g di mangime/kg PV al giorno)]. Durante questa prima fase della crescita tutti gli animali avevano a disposizione paglia di orzo ad libitum. Dopo il compimento dei 5 mesi di età tutti gli animali sono stati alimentati, indipendentemente dal trattamento precedente, con la stessa “total mixed ration” somministrata ad libitum e con una composizione adeguata ai loro fabisogni produttivi. Per tutto il periodo sperimentale, è stato controllato settimanalmente il peso vivo e l’ingestione di tutti gli animali. Inoltre, è stata stimata la composizione tessutale della ghiandola mammaria (volume dei tessuti parenchimatico ed extraparenquimatico) a 5 e 10 mesi di età mediante tomografia assiale computerizzata (TAC), è stata utilizzata la tecnica ecografica per valutare l’area della cisterna mammaria prima dell’accoppiamento delle agnelle (pregestazione), nel corso della gestazione (a 90 e 135 giorni) e durante la lattazione (8, 14 e 22 ore postmungitura) ed è stata eseguita l’analisi morfometrica della ghiandola mammaria con una frequenza mensile durante la fase di lattazione (volume, perimetro, larghezza e profondità della mammella, altezza delle cisterne e lunghezza, larghezza e angolo de inserzione dei capezzoli). Inoltre, è stata analizzata la concentrazione serica degli ormoni GH (ormone della crescita), IGF-I (fattore di crescita insulino simile),insulina e prolattina allo svezzamento, a 5 e 10 mesi di età ed all’inizio della fase di lattazione. Durante la prima lattazione è stata controllata la produzzione del latte e determinata la sua composizione (grasso, proteina, lattosio e residuo secco).
Il trattamento a cui sono stati sottoposti gli animali durante il periodo di allattamento no ha causato differenze significative (P>0,10) né sulla fertilità degli animali né sulla prolificità, con percentuali vicine al 80% ed al 160%, rispettivamente. Tuttavia, la quantità di alimento ricevuto dagli animali durante la prima fase della crescita, anche se non ha comportato differenze sulla prolificità, ha influenzato positivamente il tasso di fertilità (P0,10). La stima della produzione di latte in 150 giorni di mungitura e la persistenza della lattazione non sono state diverse (P>0,10) tra i trattamenti di allattamento e crescita, mostrando valori medi per questi parametri di 260 kg/capo e -22,9 g/capo e settimana, rispettivamente. Questi risultati mostrano che le variazioni osservate nella composizione della ghiandola mammaria a 5 e 10 mesi di età non sono state mantenute durante la lattazione, e questo ha comportato che non siano state osservate differenze significative in nessuno dei parametri relativi alla produzione del latte. Allo stesso modo, la composizione del latte non è stata diversa tra trattamenti (P>0,10), non sono state riscontrate differenze né sulle percentuali di ognuno dei componenti (grasso, proteina, lattossio e residuo secco) né sulla quantità prodotta, sia nella frazione di latte munto che su quella residuale. Concludendo, si può affermare che in agnelle di razza Assaf Spagnola il livello di ingestione di energia tra la nascita ed i 5 mesi di vita anche se ha influenzato sia l’accrescimento degli animali sia lo sviluppo della ghiandola mammaria almeno fino ai 10 mesi di età, non ha prodotto effetti significativi sulla quantità e sulla qualità (grasso, proteina, lattosio e residuo secco) del latte prodotto durante la prima lattazione. Anche se si tratta di uno studio preliminare, è risultato evidente che la produzione di latte delle agnelle di razza Assaf Spagnola non viene influenziata dal livello di ingestione di concentrato nel periodo prepuberale, durante il quale, pertanto, non sarebbe raccomandabile, in considerazione anche dei costanti aumenti di prezo ai quali sono sottoposte le materie prime utilizzatte per l’alimentazione del bestiame, la somministrazione ad libitum dei concentrati agli animali di rimonta. Inoltre, ritmi di accrescimento moderati (circa 150 g/giorno ottenuti con il trattamento M) permettono di raggiungere il PV adeguato per l’accoppiamento ad un’età compresa fra gli 8-9 mesi e, di conseguenza, di non allungare il periodo non produttivo degli animali.
[ES] El crecimiento y desarrollo de la glandula mamaria es un factor determinante de la capacidad de produccion de leche de los animales. Se sabe que en el ganado vacuno elevados niveles de ingestión de energía durante la etapa prepuberal pueden afectar negativamente a este desarrollo mamario y perjudicar, por tanto, la capacidad de producción de leche de los animales. Sin embargo, en el ganado ovino apenas existe información al respecto. Por tanto, este trabajo de investigación se llevó a cabo con el objetivo general de estudiar, en corderas de raza Assaf Española, el efecto del nivel de ingestión de energía entre el nacimiento y los 5 meses de edad sobre el ritmo de crecimiento de los animales, el desarrollo de la glándula mamaria y la producción de leche en la primera lactación. Para ello, se utilizaron 120 corderas de raza Assaf Española criadas en condiciones experimentales, de acuerdo con un diseño factorial 2×3, definido por 2 niveles de ingestión durante el periodo de lactancia [Alto Lactancia (AL: 1,5 MJ EB/kg PV0,75 y día) y Restringido (Rs: 0,9 MJ EB/kg PV0,75 y día)] y 3 niveles de ingestión entre el destete y los 5 meses de edad (primera fase de la recría) [Alto (A: pienso de recría suministrado ad líbitum), Medio (M: 25 g de pienso/kg de peso vivo y día) y Bajo (B: 15 g de pienso/kg de peso vivo y día)]. Durante esta primera fase de la recría todos los animales dispusieron de paja de cebada a voluntad. Una vez concluida esta fase, los animales se alimentaron, independientemente del tratamiento previo, con una misma ración completa, suministrada ad líbitum cuya composición se fue adaptando a los distintos periodos (entre los 5 meses de edad y el final de la primera lactación). A lo largo de toda la prueba se controló semanalmente el peso vivo (PV) y la ingestión de alimento. Además, se estimó la composición de la glándula mamaria (volumen de los tejidos parenquimatoso y extraparenquimatoso) a los 5 y 10 meses de edad mediante tomografía axial computariza (TAC), se utilizó la ecografía para valorar el área de la cisterna mamaria en el momento previo a la cubrición de las ovejas (pregestación), durante la gestación (a los 90 y 135 días) y a distintos intervalos de ordeño en la lactación (8, 14 y 22 horas posordeño), y se realizó un análisis morfométrico de la glándula mamaria mensualmente durante la fase de lactación (volumen, perímetro, anchura y profundidad de la ubre, altura de las cisternas y longitud, anchura y ángulo de inserción de los pezones).
Regarding the hormonal profile, significant differences (P0.10). The treatment received by the animals during the suckling period did not significantly affect (P>0.10) their fertility or prolificacy, with rates close to 80% and 160%, respectively. The amount of feed consumed during the first phase of the rearing period did not cause differences in prolificacy either (P>0.10). However, it resulted in a greater fertility (P0.10). The daily milk production estimated for 150 days of lactation or the persistency of lactation were not significantly different (P>0.10) among treatments either, the mean values for these parameters being 260 kg/animal and –22.9 g/week, respectively. In agreement with these results, it seems that the variations observed in the mammary gland composition at 5 and 10 months of age were not maintained during lactation, which would explained that no significant differences in the milk production parameters were observed. In line with that, the milk composition was not different among treatments (P>0.10) either. Neither the percentage nor the daily yield of each component (fat, protein, lactose and total solids) was different in the milking or the residual milks.By means of conclusion, it may be stated that, in Spanish Assaf ewe lambs, even though the level of energy intake from birth to 5 months of age affects the animals’ growth and the mammary gland development, at least until 10 months of age, it does not affect the milk production and composition (fat, protein, lactose and total solids) during the first lactation. Although these are preliminary results, it seems that, in Spanish Assaf ewe lambs, the level of concentrate intake during the prepuberal period does not influence their milk production. Therefore, taking into account the present price of the prime matters used in livestock feeding, it would not be advisable that the animals were offered the concentrate ad libitum. In addition, moderate growth rates (around 150 g/day, achieved with the treatment M) would allow to reach the suitable live weight for mating at an early age (8-9 months) and would not prolong the animals’ non-productive period.
Así mismo, se analizó la concentración sérica de las hormonas GH (hormona del crecimiento), IGF-I (factor de crecimiento tipo insulina), insulina y prolactina en el momento del destete, a los 5 y 10 meses de edad y al inicio de la lactación. Además, a lo largo de la primera lactación se controló la producción de leche y se determinó su composición (grasa, proteína, lactosa y extracto seco). Como consecuencia del propio diseño experimental, el PV de los animales en el momento del destete, fijado para unos mínimos de edad, PV e ingestión de alimento sólido, fue diferente entre tratamientos (P0,10) ni en la ingestión de materia seca (MS) ni en la GDPV o el PV relacionadas con el nivel de alimentación recibido durante la lactancia, debido probablemente al enmascaramiento de este efecto por los niveles de ingestión de concentrado fijados para la primera fase de la recría. Durante esta primera fase de la recría, y debido también al diseño experimental, tanto la GDPV de los animales como el PV final fueron significativamente diferentes entre tratamientos (P0,10) entre tratamientos en los valores medios de ingestión de ración completa, siendo estos de 1,76; 1,58 y 2,34 kg MS/animal y día para cada uno de los tres periodos, respectivamente. A pesar de esto, durante la segunda fase de la recría, los animales del tratamiento B tuvieron un ritmo de crecimiento un 8% superior a los del tratamiento M y estos últimos, a su vez, un 28% superior a los del tratamiento A (P<0,001). Estas diferencias en la GDPV podrían deberse, por una parte, a la mayor capacidad de ingestión de los animales de los tratamientos M y B en función de su tamaño corporal, relacionado posiblemente con el elevado consumo de paja de cebada que presentaron durante la fase anterior. Por otra parte, podría también ser debido a unas menores necesidades de mantenimiento de estas corderas (M y B) como consecuencia de su menor PV, lo que unido al motivo anterior (mayor ingestión) pudo dar lugar a la manifestación de un crecimiento compensatorio.
Por lo que se refiere a la morfología mamaria durante la lactación, únicamente se observaron diferencias significativas en el perímetro de la ubre en el primer mes, cuando el mayor valor correspondió a los animales del tratamiento A de la fase de recría (56, 51 y 52 cm en los tratamientos A, M y B, respectivamente; P0,10), referidas a ninguno de los dos efectos principales, en ninguno de los momentos de la lactación en que se controlaron, lo cual podrían relacionarse con la ausencia de diferencias en la producción de leche a lo largo de la lactación. En este sentido, se observaron correlaciones positivas entre la producción de leche y la mayoría de los parámetros definitorios de la morfología externa de la ubre, aunque no con los relativos a los pezones. En relación al perfil hormonal, en el momento del destete únicamente se encontraron diferencias significativas (P0,10), tal y como cabría esperar dada su función lactogénica y galactopoyética. El tratamiento recibido por los animales durante la lactancia no afectó significativamente (P>0,10) ni a la fertilidad ni a la prolificidad de los animales, con tasas muy próximas al 80% y al 160%, respectivamente. Sin embargo, la ingestión de alimento durante la primera fase de la recría, aunque tampoco provocó diferencias en la prolificidad (P>0,10), sí dio lugar a una tasa de fertilidad mayor (P<0,05) en los animales del tratamiento B (90%), lo que podría estar relacionado con una mayor disponibilidad de progestágeno en estas corderas, ya que aunque presentaban un menor PV y condición corporal en el momento de la sincronización de la ovulación, a todas se les aplicó la misma dosis de FGA (acetato de fluorogestona, 80 mg).
The different live weight daily gain during the first phase of rearing meant that the mammary gland and extraparenchymal tissue volumes (estimated by TAC) differed among treatments (P0.05). In all cases, the greater volume was observed for the animals on treatment A, which may be accounted for, at least partly, by the greater live weight of these lambs at both moments. Despite that, the percentage of mammary parenchyma at 5 months of age was greater (P0.10). However, just before the beginning of the pregnancy, a greater cistern area was observed (P0.10) at 90 and 135 days of pregnancy (0.54 and 3.57 cm2, respectively) or during the lactation (with mean values of 37.8, 43.4 and 48.3 cm2, at 8, 14 and 22 hours post-milking, respectively). The increase observed for the cisternal area as the lambing approaches or the milking interval increases is consistent with its milk accumulation function. The udder morphological measurements conducted during the lactation period did not show significant differences (P>0.10) between treatments, except for the mammary circumference at the first month of lactation, which showed greater values in the animals on the treatment A of the rearing period (56, 51 and 52 cm for treatments A, M and B, respectively; P0.10), which was probably related to the absence of differences in milk production throughout the lactation. In this respect, positive correlations were observed among the milk production and most of the traits defining the external morphology of the udder, but not with those related to the teats.
Non sono state osservate inoltre differenze statisticamente significative (P>0,10) nell’area cisternale né a 90 giorni né a 135 giorni di gestazione (0,54 e 3,57 cm2, rispettivamente), e neanche durante il periodo di lattazione (con valori medi di 37,8; 43,4 e 48,3 cm2 alle 8, 14 e 22 ore postmungitura, rispettivamente). L’incremento osservato nell’area della cisterna mammaria nel periodo prossimo al parto o nel momento in qui è stato aumentato l’intervallo tra mungiture è conforme alla sua funzione di accumulo del latte. Riguardo alla morfologia mammaria nel periodo di lattazione, sono state osservate differenze significative fra i gruppi soltanto nel perimetro della mammela nel primo mese, quando il valore più alto è stato registrato negli animali del trattamento A (56, 51 e 52 cm nei trattamenti A, M e B, rispettivamente; P0,10) negli altri parametri morfologici come risultato della diversa ingestione di energia sia nel periodo di allattamento che in quello di crescita e in nessuno dei momenti delle fasi della lattazione in cui sono stati controllati, e che potrebbe essere relazionato con l’assenza di differenze nella produzione di latte nel corso della lattazione. In questo senso, sono state osservate correlazioni positive tra la produzione del latte e i parametri che definiscono la morfologia mammaria, ma non in referento ai capezzoli. In relazione al profilo ormonale, soltanto allo svezzamento il livello di ingestione ha comportato differenze significative (P0,10).
Tuttavia, nonostante le differenze osservate nell’accrescimento giornalero delle agnelle tra i 5 e i 10 mesi di età, al mometno dell’accoppiamento (10 mesi di età) il PV degli animali era ancora diverso tra i trattamenti (70,3; 64,4 e 58,9 kg nei trattamenti A, M e B, rispettivamente; P0,10), raggiungendo un valore medio pari a 83,6 e 78,0 kg rispettivamente. Il differente incremento giornalero di PV degli animali durante la prima fase della crescita ha comportato che sia a 5 che a 10 mesi di età, il volume totale della ghiandola mammaria e quello del tessuto extraparenchimatico siano stati differenti tra trattamenti (P0,10). Tuttavia, nel momento precendente alla sincronizzazione dell’ovulazione è stata osservata una maggiore area cisternale (P<0,01) negli animali appartenenti al trattamento A della fase di crescita (0,60 cm2) rispetto a quelli del trattamento B (0,29 cm2), mentre gli animali appartenenti al trattamento M hanno mostrato un valore intermedio (0,34 cm2). I bassi valori osservati nell’area della cisterna mammaria potrebbero essere dovuti al fatto che in questa fase della vita dell’animale non è presente secrezione lattea in quanto la funzione principale della cisterna è quella di permettere l’accumulo del latte secretto dall’animale nell’intervallo tra due mungiture consecutive. Inoltre, le differenze tra i trattamenti potrebbero spiegarsi con il diverso volume totale della ghiandola mammaria indicato nel punto precedente.
Sin embargo, y pese a las diferencias observadas en la GDPV de las corderas entre los 5 y los 10 meses de edad, en el momento de la cubrición (10 meses de edad) el PV de los animales todavía presentaba diferencias entre tratamientos (70,3; 64,4 y 58,9 kg en los grupos A, M y B, respectivamente; P0,10), alcanzando un valor medio de 83,6 y 78,0 kg para cada una de las fases. La diferente GDPV de los animales durante la primera fase de la recría supuso que, tanto a los 5 como a los 10 meses de edad, el volumen total de la glándula mamaria y el del tejido extraparenquimatoso (estimados mediante TAC) fuesen diferentes entre tratamientos (P0,10). Sin embargo, en el momento previo a la sincronización de la ovulación se observó una mayor área cisternal (P0,10) en el área cisternal ni a los 90 ni a los 135 días de gestación (0,54 y 3,57 cm2, respectivamente), ni durante la lactación (con valores medios de 37,8; 43,4 y 48,3 cm2 a las 8, 14 y 22 horas posordeño, respectivamente). El incremento observado en el área de la cisterna mamaria a medida que se acerca el momento del parto o que aumenta el intervalo entre dos ordeños concuerda lógicamente con su función para la acumulación de la leche.
Ganado bovino, Lactancia, Ganado ovino, Glándula mamaria, Alimentación, Producción de leche, Desarrollo, Recría
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