
"Il progetto mira a indagare le infrastrutture e l’impianto urbano della etrusca di Spina e inoltre il rapporto con il territorio nel quale la città fu fondata e si sviluppò tra VI e III sec. a.C. Altro obiettivo è impostare una ricerca sulle infrastrutture dell’area abitativa, in modo da meglio comprendere le dinamiche di progettazione e gestione dell’insediamento. Per rispondere a questo obiettivo, in parallelo a indagini non-invasive portate avanti dal 2020 al 2023 con apposite concessioni, è stata centrale la pianificazione di alcuni saggi in corrispondenza di un settore periferico dell’abitato. Lo scavo, avviato nel 2022 e continuato nella campagna 2023, ha consentito di intercettare un ampio terrapieno con probabile orientamento NNE-SSO e le relative strutture di contenimento in legno. Nella campagna svolta tra settembre e novembre 2024, è continuato lo scavo di parte dell’area già indagata nel 2023 e se ne è aperta una nuova in corrispondenza del bordo orientale della testa del terrapieno, al fine di indagarne il suo rapporto con l’abitato. Le indagini del fronte occidentale, esterno all’abitato, si sono concentrate sui due saggi già avviati nel 2023 e adesso allargati in senso nord-sud. Il saggio settentrionale ha consentito di arrivare alla base del terrapieno e di avviare una approfondita indagine del complesso sistema di pali che ne costituisce il rinforzo più esterno, arrivando fino allo strato di sabbie anaerobiche che dovrebbe costituire la base della cresta dunale originaria. Nel saggio meridionale le operazioni non sono riuscire a raggiungere la medesima profondità, ma hanno consentito di registrare una situazione stratigrafica differente. Qui, infatti, gli strati di accumulo a formazione parzialmente colluviale presentano diversa consistenza rispetto al saggio settentrionale e inoltre sono state registrate evidenti forme di manutenzione della struttura attuate nel corso del suo arco di vita. Ciò suggerisce la necessità di unire i due saggi nella prossima campagna approfondendo l’indagine nello spazio intermedio. Nell’area più orientale, lo splateamento di una superficie di 10x19,9 m ha accertato che la cresta conservata del terrapieno misura in senso est-ovest 17 m ca. Successivamente, l’area è stata interessata da due azioni: lo scavo di un saggio profondo all’interno del terrapieno in prossimità del suo limite orientale; lo scavo estensivo per una superficie di 5,5x11 m a partire dal bordo della cresta del terrapieno, limitato per il 2024 alla messa in luce delle evidenze coperte dallo strato di fondo della laguna bonificata negli anni ’50 del secolo scorso. Nel saggio profondo si è raggiunto lo strato di sabbie anaerobiche senza intercettare strutture, così confermando quanto registrato nel 2023 con un carotaggio e in questo anno presso il bordo orientale del manufatto. Durante lo scavo di questa porzione dell’area di concessione, si è intercettato l’angolo nord-occidentale di uno scavo effettuato nel 1988, il cui recupero sarà dunque tra gli obiettivi della campagna 2025."
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