
doi: 10.4000/mefra.294 , 10.1400/167159
handle: 20.500.13089/i80i
L’esposizione per excerpta di marmi architettonici provenienti dagli spazi pubblici della citta di Cuma, nelle nuove sale del Museo archeologico dei Campi Flegrei, mira a illustrare i fenomeni di formazione dei marmorarii attivi in loco dalla tarda eta repubblicana fino alla media eta imperiale, all’interno di un processo di autorappresentazione delle elites locali. Le formule in uso nel repertorio decorativo documentano l’influenza di scalpellini provenienti da Roma e da ambiti artigianali greci nella seconda meta del I secolo a.C., quando le citta flegree assumono un ruolo centrale nell’azione politica svolta da Ottaviano e da Agrippa. La progressiva ricezione dei modelli proposti dall’Urbe s’innesta in una fase di sperimentazione del linguaggio architettonico avvenuta nella Regio I, prima che si affermi, a compimento di un processo di normalizzazione dell’ordine corinzio, la sintassi compositiva del Foro di Augusto.
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