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L’evoluzione dei «servizi » annonari ostiensi rivela il progressivo perfezionarsi di una struttura organizzativa la cui finalità è garantire l’assoluta regolarità della distribuzione alla popolazione di Roma delle derrate, sia essa gratuita o dietro la corresponsione di un prezzo. Le misure di intervento sulle corporazioni si spiegano in questa chiave e s’inquadrano all’interno di altre misure che hanno lo stesso scopo e che riguardano l’apprestamento di specifiche infrastrutture, la destinazione all’approvvigionamento di Roma del surplus di determinate aree provinciali, che vanno parzialmente cambiando nel corso del tempo, e il progressivo incremento della quota di grano (e di olio) di origine contributiva rispetto alla quota che perviene attraverso il commercio dei privati : ciò come effetto, principalmente, dell’estendersi della proprietà imperiale nelle province. A questi sviluppi si accompagna la stessa evoluzione della «funzione » svolta per Roma da Ostia e, di conseguenza, l’evoluzione nella stessa organizzazione e utilizzazione dello spazio urbano, in particolare per ciò che riguarda la relazione tra Porto ed Ostia. Tappe principali nello sviluppo delle corporazioni annonarie sono la costituzione dei corpora in età traianea e la trasformazione dell’appartenenza volontaria al corpus in un munus tra la fine del II e gli inizi del III secolo, presumibilmente per effetto delle difficoltà annonarie che si manifestano in maniera eclatante negli anni di Commodo. Sembrerebbe improprio qualificare le varie misure sull’annona dell’età severiana come «dirigistiche » : esse testimoniano, semmai, un consapevole, programmatico tentativo di razionalizzare i «servizi » . Certamente queste misure non attestano, di per sé, un ridimensionamento qualitativo del ruolo dei privati e del mercato ; semmai una più efficiente presenza imperiale nell’organizzazione della vita associata.
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