
Le opere letterarie contemporanee nascono sempre più spesso in formato digitale, mentre filologia, archivistica ed editoria scientifica restano ancora legate a modelli analogici. Il progetto affronta le sfide poste dagli archivi letterari born-digital, considerando questi materiali non solo come oggetti da preservare, ma come fonti filologiche primarie che richiedono nuovi modelli descrittivi e interpretativi. Attraverso lo studio di archivi letterari svizzeri italofoni e francofoni, Bit Philology analizza documenti conservati su supporti digitali e file acquisiti in formato elettronico. L’obiettivo è sviluppare uno schema di metadati specifico per archivi letterari nativamente digitali, basato su standard e ontologie emergenti, e sperimentare nuove forme di edizione digitale capaci di ripensare l’intero workflow filologico. Integrando approcci filologici, archivistici e di digital forensics, il progetto propone strumenti teorici e operativi per la descrizione, l’edizione e la valorizzazione delle fonti letterarie digitali, contribuendo alla conservazione della memoria culturale nell’era del digitale.
