
Il presente studio analizza il fenomeno della "mente tribale" come meccanismo criminogeno fondato sull'appartenenza patologica al gruppo. Attraverso un'analisi integrata di neuroscienze, psicologia sociale e criminologia, si dimostra come l'identificazione tribale modifichi sostanzialmente il funzionamento cerebrale, disattivando parzialmente la corteccia prefrontale e trasferendo il controllo alle strutture limbiche più arcaiche. La ricerca identifica il passaggio dalla coscienza individuale a quella collettiva come processo di "abdicazione cognitiva", in cui il soggetto rinuncia al giudizio morale autonomo in favore del codice tribale. Tale trasformazione produce una riconfigurazione dell'empatia, che rimane attiva esclusivamente all'interno del gruppo (ingroup), mentre si disattiva completamente verso l'esterno (outgroup), generando i presupposti neurobiologici della disumanizzazione. L'analisi criminologica evidenzia come la violenza tribale non costituisca espressione di odio personale, ma rappresenti un atto performativo di fedeltà al gruppo. Ogni crimine contro l'esterno diventa dichiarazione d'amore verso l'interno, meccanismo riscontrabile trasversalmente in contesti quali criminalità organizzata, terrorismo, fanatismo politico e religioso, violenza settaria. Lo studio introduce il concetto di "violenza come prova d'amore tribale", dimostrando come l'atto criminale risponda alla necessità psicologica di validazione identitaria piuttosto che a moventi individuali. Il traditore emerge come figura più odiata del nemico esterno, in quanto la sua defezione rappresenta una minaccia esistenziale alla coesione del gruppo. L'indagine sul campo, condotta attraverso colloqui con membri di organizzazioni criminali, cellule estremiste e gruppi settari, conferma l'universalità del meccanismo tribale: l'annullamento dell'io nel noi, l'abolizione del dubbio attraverso la certezza collettiva, la sostituzione della colpa individuale con la responsabilità diffusa. Un aspetto cruciale emerso dalla ricerca riguarda la funzione della tribù come "soluzione alla solitudine esistenziale". L'appartenenza tribale offre identità pronta all'uso, certezze immediate e protezione garantita, in cambio della rinuncia al pensiero autonomo. Tale scambio configura una dipendenza psicologica strutturalmente analoga alle tossicodipendenze, con progressiva perdita della capacità di funzionamento individuale. Lo studio analizza inoltre le manifestazioni contemporanee del tribalismo in contesti apparentemente non criminali: polarizzazione politica, fanatismo sportivo, settarismo aziendale, tribalismo digitale. Si dimostra come il meccanismo psicologico sottostante rimanga identico, variando solo il grado di violenza manifestata e la legittimazione sociale ricevuta. La ricerca conclude identificando nell'incapacità di tollerare l'ambiguità, la solitudine ed il dubbio il fattore predisponente principale alla deriva tribale. L'uscita dalla mente tribale richiede quello che viene definito "tradimento psicologico": il riconoscimento che l'appartenenza è costruzione utile, ma non verità sacra e che, il gruppo, può sbagliare senza che questo ne delegittimi l'esistenza. Il presente lavoro costituisce un contributo alla comprensione dei meccanismi attraverso cui individui ordinari divengono capaci di atrocità collettive, evidenziando come la pericolosità maggiore è nell'abdicazione della coscienza personale in favore della coscienza tribale.
Neurobiologia dell'appartenenza, Mente tribale, Criminologo Francesco Mappa, Dr. Francesco Mappa, Identità di gruppo, FOS: Law, Criminology, Criminal Behavior/history, Criminology/organization & administration, Appartenenza patologica, Criminologia, Disumanizzazione, Violenza collettiva, Psicologia sociale, Abortion, Criminal/psychology, Social anthropology, Social Justice, Disimpegno morale, Pensiero binario, Criminology/methods, Psicologia criminale
Neurobiologia dell'appartenenza, Mente tribale, Criminologo Francesco Mappa, Dr. Francesco Mappa, Identità di gruppo, FOS: Law, Criminology, Criminal Behavior/history, Criminology/organization & administration, Appartenenza patologica, Criminologia, Disumanizzazione, Violenza collettiva, Psicologia sociale, Abortion, Criminal/psychology, Social anthropology, Social Justice, Disimpegno morale, Pensiero binario, Criminology/methods, Psicologia criminale
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