
handle: 2318/1740537
L’articolo, nato dallo sviluppo di una relazione congressuale, si sofferma sui fiumi dell’aldilà. Essi sono innanzi tutto elemento notabile del paesaggio infernale e, infatti, nella prima cantica Dante disciplina una materia fluida e caotica, ereditata dai suoi prediletti autori classici, incanalando le acque tartaree in un preciso sistema idrografico, che è al contempo elemento geografico e strumento di pena. Per questo motivo, nonostante la comune sorgente, ne rimarca l’individualità. La montagna del purgatorio è povera d’acque tranne che sulla cima, dove Dante si confronta, e si distanzia, dalla geografia del Genesi biblico. Sorprendente, però, è la presenza del fiume – nella forma del fiume di luce – nell’empireo, che Dante immagina fuori dallo spazio e dal tempo. Con un po’ di fantasia – e con gli occhi potenziati dalle conquiste della scienza – potremmo immaginare che l’incresparsi di quel fiume (poi lago di luce) sia la curvatura dello spaziotempo che si propaga come un’onda gravitazionale.
Dante Alighieri Divina Commedia Idrografia
Dante Alighieri Divina Commedia Idrografia
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