
handle: 2158/1440472
L’articolo ricostruisce l’evoluzione dei rilievi e dei disegni del Foro Romano tra XVIII e XIX secolo, mostrando come la documentazione grafica passi da semplici vedute artistiche a strumenti sempre più accurati per l’indagine archeologica. A partire dagli scavi di Fredenheim nel 1788-1789, che fornirono la prima planimetria affidabile del Campo Vaccino, si sviluppa un progressivo interesse topografico e filologico per il complesso forense. L’Ottocento vede un’accelerazione decisiva: dagli interventi sistematici del periodo napoleonico alle ricostruzioni e ai rilievi di architetti come Valadier, Canina e Normand, fino al cambio di paradigma imposto dagli ingegneri-archeologi del Regno d’Italia, come Lanciani e poi Boni. Attraverso queste trasformazioni, il disegno diventa uno strumento centrale per comprendere, documentare e interpretare il Foro Romano, accompagnando il passaggio dall’antiquaria alla moderna archeologia.
Foro Romano, Documentazione archeologica, Storia degli scavi, Canina, Lanciani
Foro Romano, Documentazione archeologica, Storia degli scavi, Canina, Lanciani
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