
handle: 11587/363185
Il contributo ha per oggetto il tema dei rapporti tra governo del territorio e attività economiche. Esso prende le mosse dalla considerazione che la questione degli insediamenti commerciali è stata tradizionalmente affrontata secondo una lettura della relazione territorio-commercio, di tipo meccanico e quantitativo, in cui la suddetta relazione è apparsa come fra contenitore e contenuto e il profilo che ha assunto rilevanza è esclusivamente quello localizzativo dell’insediamento, con il connesso inquadramento giuridico secondo il diritto urbanistico. Questa impostazione spiega perché problemi complessi, come quelli implicati dallo svolgimento di un’attività produttiva, si siano ridotti alla sola dimensione della pianificazione urbanistica, di cui sono mutuati obiettivi e contenuti tipici, come le zonizzazioni e le localizzazioni. La progressiva emersione di nuove esigenze ha portato ad un costante avvicinamento dei due settori e, con esso, ad una nuova configurazione delle relazioni: l’integrazione del commercio nella programmazione urbanistica risponde a nuove logiche, che attengono alla necessità di rispondere a ragioni di politica economica (la salvaguardia dei livelli occupazionali) e culturale (la tutela dei centri storici); a prospettive settoriali (la migliore produttività del sistema) e generali (la qualità dei servizi al consumatore); ad esigenze della grande e della piccola distribuzione (l’equilibrio fra le differenti tipologie distributive), ma anche alle istanze di liberalizzazione del settore. Soprattutto, emerge la consapevolezza di tenere in debito conto l’impatto degli insediamenti commerciali sia sul tessuto urbano che su quello territoriale, e sia rispetto alle loro implicazioni, specie sul piano ambientale (con la considerazione dei fattori della mobilità, del traffico e dell’inquinamento) e sociale (ad es., il commercio come elemento di riqualificazione dei quartieri urbani degradati). Seguendo questo nuovo approccio, il contributo cerca di evidenziare i punti di intersezione tra i due settori e la relativa traduzione in soluzioni organizzative e moduli funzionali, rilevando peraltro i punti critici e le zone d’ombra che denotano un difetto di coordinamento tra gli interessi in gioco.
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