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Dopo una lesione nell’ emisfero sinistro, circa il 30% - 35% degli individui destrimani mostra aprassia, definita come una riduzione della capacità di eseguire movimenti finalizzati, avviati intenzionalmente per compiere un gesto (De Renzi et al., 1980; Pedersen et al., 2001; Kaya et al., 2006). Nonostante la dissociazione automatico- volontaria, i pazienti con aprassia possono incontrare difficoltà nell’esecuzione di azioni quotidiane ed il recupero spontaneo riguarda solo alcuni aspetti del disturbo prassico mentre altri permangono anche in fase cronica. Queste osservazioni mettono in evidenza la necessità di progettare trattamenti riabilitativi atti a ridurre i sintomi dell’aprassia. Nel capitolo sono illustrati i trattamenti per il recupero dell’aprassia dell’arto superiore che sono stati utilizzati con un certo numero di pazienti e per i quali vi sono evidenze della loro efficacia, indipendentemente dal tipo di eziologia. In base a questo criterio, sono stati selezionati nove studi con pazienti ad eziologia vascolare ed uno studio con pazienti ad eziologia traumatica. In questi studi, i pazienti sono stati sottoposti a una valutazione neuropsicologica pre-trattamento per la diagnosi dell’aprassia ideativa e ideo-motoria. L’efficacia del trattamento è stata valutata considerando la scomparsa di alcuni tipi di errori o l’autonomia dei pazienti in compiti ecologici. Nella quasi totalità dei casi (fatta accezione per i lavori di Smania e coll. 2000, 2006), la distinzione tra aprassia ideativa e ideo-motoria non è stata tenuta in considerazione nella fase di valutazione degli esiti del trattamento. Il riscontro di un effetto specifico del trattamento per l’aprassia ideativa o ideo-motoria permetterebbe di chiarire i meccanismi alla base del successo del trattamento stesso e di escludere che i miglioramenti evidenziati nella valutazione post-trattamento siano determinati principalmente dalla reiterazione di esercizi simili a quelli utilizzati durante il trattamento. In merito ai tipi di trattamento, si possono distinguere trattamenti“restituivi” e “compensativi”. I trattamenti “restitutivi” sono volti a riportare le funzioni parzialmente compromesse ad un livello di funzionamento simile a quello pre-morboso, trattando direttamente i sistemi danneggiati. I trattamenti “compensativi”, invece, si basano sul presupposto che il deficit aprassico sia irreversibile e sfruttano perciò le capacità di altre funzioni risparmiate (per es. linguaggio, abilità visuo-costruttive) per vicariare la funzione compromessa.
Aprassia; RIABILITAZIONE NEUROPSICOLOGICA
Aprassia; RIABILITAZIONE NEUROPSICOLOGICA
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