
handle: 11585/1009744
Il pessimismo antropologico è tradizionalmente considerato un presupposto del realismo politico classico. Il contributo mostra come, sebbene l’immagine oscura della natura umana abbia suscitato aspre critiche, essa merita di essere rivalutata. Il capitolo si configura come una sorta di apologia politica della visione “negativa” della natura umana, non perché si creda che gli esseri umani siano intrinsecamente pericolosi, ma per una ragione appunto politica. Alcuni dei meccanismi più importanti introdotti per difendere la libertà, l’indipendenza, il pluralismo nazionale e internazionale e per prevenire la concentrazione del potere si basano infatti sull’idea che l’individuo sia problematico e potenzialmente pericoloso, e che il suo comportamento debba essere regolato da misure istituzionali e politiche. Non è quindi un caso che la concezione antropologica dell’uomo come pericoloso sia condivisa da alcuni tra i più importanti padri del liberalismo come Montesquieu, Kant e Constant.
realismo politico, natura umana, pessimismo, liberalismo, costituzionalismo.
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