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Il saggio prende in esame la 'mimesi' come concetto dell'estetica e dell'arte contemporanea, evidenziando in prima istanza il suo proporsi alternativo al piano della rappresentazione. Di qui la centralità del 'comportamento mimetico' (Adorno) per la sopravvivenza dell'arte in analogia con quella della vita animale, l'affermarsi della sua logica come una logica della differenza (Derrida), alla ricerca di una normatività post-rappresentativa (Goodman). Il saggio sostiene tuttavia che è in particolare sul fronte della 'mimesi come far finta' (Walton) che le dimensioni della somiglianza e del riconoscimento trovano un forte riscontro nell'estetica e nella pratica curatoriale 'relazionale', in cui il mimetico contemporaneo si esprime (non senza esiti paradossali)nei termini di una risonanza empatica pensata come principio di socializzazione e nei termini di una riproduzione e ripetizione apparentemente illimitata delle immagini.
mimesi, estetica, arte relazionale, Adorno, Walton
mimesi, estetica, arte relazionale, Adorno, Walton
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