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L’attualità della stereotomia, in molti settori ancora ampiamente inesplorata, risiede in due buone ragioni. La prima riguarda la scienza del disegno e le sue applicazioni, anche informatiche, che affondano le proprie radici in una materia piuttosto flessibile che si è sviluppata separatamente in tre campi pratici: la stereotomia, la prospettiva e la gnomonica; tre settori applicativi che si sono evoluti parallelamente almeno fino a quando Girard Desargues elabora principi matematici generali (Manière universelle) per ognuno di questi campi ponendo le basi della geometria proiettiva. La stereotomia è, quindi, all'origine della scienza della rappresentazione. Il secondo motivo è che questa antica scienza, intesa come un insieme di procedure codificate che portano dal pensiero progettuale alla costruzione, è molto più vicina di quanto si possa pensare alle attuali procedure informatiche di generazione e costruzione della forma. Nel campo dell'architettura, infatti, l'uso attuali dei modellatori digitali tridimensionali non ha, o non ha solo, lo scopo di descrivere 1'oggetto in tutte le sue parti, ma piuttosto quello di determinarlo nella sua configurazione spaziale; l'uso della modellazione virtuale investe direttamente, quindi, il processo generativo e creativo secondo un percorso che va dal concepimento alla realizzazione della forma. Lo stesso accade nella scienza stereotomica che, in quanto tecnica del taglio delle pietre, deve permettere di descrivere qualunque figura architettonica in pietra, prevedendo a priori la forma di ogni singolo componente e pertanto rappresenta il processo ideativo e costruttivo. L’articolo presenta, in particolare, uno dei trattati più significativi del Rinascimento spagnolo, che testimonia l'importanza della stereotomia nel panorama europeo: il manoscritto di Alonso de Vandelvira, redatto un tra il 1575 e il 1591, oggi perduto, e giunto a noi in due trascrizioni. L’opera di Vandelvira è un'analisi sistematica e globale di tutti i problemi dell' arte de la montea , quel disegno complesso che riporta l'oggetto da costruire, la sua suddivisione in conci e la modalità del taglio, l'equivalente dei termini francesi art du trait o trait geometrique. L’opera si può anche leggere come una sorta di trattato di geometria dello spazio in cui accanto alla descrizione di superfici via via più complesse troviamo la risoluzione di problemi classici della geometria solida. Si tratta di quei temi fondamentali della geometria applicata che, circa un secolo e mezzo più tardi, Frézier chiamerà “tomomorfia” e “tomografia”; argomenti fondamentali per la morfogenesi delle forme dell'architettura da opprofondire oggi alla luce dei nuovi strumenti e delle nuove geometrie per radicare nella storia il nuovo pensiero costruttivo sotteso al progetto contemporaneo e di trame nuovi impulsi per la sperimentazione progettuale.
Stereotomia; trattato manoscritto; Alonso de Vandelvira
Stereotomia; trattato manoscritto; Alonso de Vandelvira
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