
handle: 11573/503855
Il testo indaga sull’aspetto visibile del paesaggio antropizzato cioè progressivamente trasformato dalla presenza dell’uomo e dalla sua opera tale ricerca parte dal presupposto che le architetture del passato fossero rispettose dei contesti, mentre importato anche ideologico che ha animato gli architetti moderni a partire dagli inizi del XX secolo in poi, è stato per tutto indifferente al paesaggio e ai rapporti contestuali. Questi si sono definitivamente rotti con le tecniche dello zoning che gli urbanisti hanno adottato dopo i CIAM, tecniche che hanno indotto una separazione tra il momento della pianificazione urbanistica e quello del progetto architettonico. Un’altra considerazione che muove l’indagine è quella che riguarda la bellezza dei centri storici antichi che viene continuamente aggredita dalle nuove edificazioni. È facile il confronto con il degrado e l’anonimato delle moderne periferie. Il testo si conclude con una analisi della legislazione vigente in materia di pianificazione del paesaggio segnandone dei limiti dovuti ad una generale arretratezza della ricerca nel campo dei rapporti tra progettazione e percezione visiva.
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