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La poesia concreta è il prodotto di un’avanguardia che, cercando un’evoluzione della forma letteraria, una sintassi spaziale e visiva, è arrivata anche a definire un metodo del comporre basato sulla giustapposizione diretta degli elementi. Sono queste le caratteristiche con le quali nel Plano-Piloto para a Poesia Concreta (San Paolo, 1958) Décio Pignatari, Augusto e Haroldo de Campos definiscono e circoscrivono la loro composizione. Senza forzature, è possibile trasporre tali concetti al campo architettonico e nello specifico alla produzione che si va a definire negli stessi anni e nella medesima città ad opera di Vilanova Artigas, uno dei maggiori architetti brasiliani, politicamente impegnato e fondatore della Scuola Paulista. L’intervento intende presentare l’esito di uno studio approfondito, incentrato sull’architettura di San Paolo, e si propone di individuare i rapporti, poco indagati, tra i movimenti artistici e letterari sviluppatisi nella città brasiliana nella seconda metà del Novecento – precursori, ma anche debitori delle tendenze europee – e i caratteri distintivi della sua architettura. A partire dal Manifesto Antropófago del 1928 di Oswald de Andrade, facendo quindi riferimento al desiderio degli intellettuali brasiliani di rivendicare una propria identità culturale, autonoma rispetto a quella europea, si intende mettere in relazione la produzione dei gruppi, facenti capo alle riviste d’avanguardia “Noigandres” e “Invenção”, con quella degli architetti della Scuola, in particolare Artigas e Mendes da Rocha. L’analisi evidenzia un parallelismo con le loro scelte progettuali: continuità di spazi, forme e materiali. Al di là dell’etimologia delle parole, primo e intuitivo spunto di riflessione – concreto e concreto (cemento) derivano entrambe dal latino concretus – si riscontra una vicinanza nelle scelte profonde, nella nobiltà degli intenti, negli aggettivi che descrivono poesia e architettura, nelle declinazioni del concetto di espaço, centrale in entrambe, e di forma, non in termini estetici, ma etici, quale espressione di un pensiero, realisticamente rapportato al contesto in cui si colloca e al quale si rivolge. Il Concretismo brasiliano e l’uso del concreto nell’architettura paulista, pur affondando le radici nei movimenti europei, si connotano di proprie peculiarità e percorrono un cammino parallelo, non solo cronologicamente, il quale modifica gli orizzonti di entrambe le discipline e influisce profondamente sulla cultura del paese. La poesia concreta è la riduzione del linguaggio alle sue strutture primarie; la componente poetica è affidata all’essenza dei suoi elementi, le parole, e al gioco matematico di operazioni quali negazione, ripetizione, scissione. Analogamente, sintesi, chiarezza formale e concretezza di scelte costruttive e ideologiche sono gli aspetti che contraddistinguono l’architettura della Scuola, quale espressione di un popolo sempre attuale e poetica.
scuola paulista; Vilanova Artigas; poesia concreta
scuola paulista; Vilanova Artigas; poesia concreta
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