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Struttura bancaria e rischio sistemico

Authors: Annalisa Di Clemente;

Struttura bancaria e rischio sistemico

Abstract

L’ultima crisi finanziaria globale ha acceso il dibattito sulla “migliore struttura” di cui una banca può dotarsi per contribuire alla solidità del sistema finanziario globale. Tale struttura per essere “ottima” deve avere un livello di attività bancarie (ampiezza), un modello di funding e un modello di business coerente con l’obiettivo di rafforzamento della stabilità del sistema finanziario globale. All'interno di questo dibattito s’inquadra questo contributo che propone uno studio sulle variabili driver del rischio sistemico riconducibili sia a diverse caratteristiche della struttura bancaria, quali: l’ampiezza delle attività, il livello di capitalizzazione, il modello di finanziamento ed il modello di attività; che ad alcune misure tradizionali di performance bancaria, quali la volatilità ed il rendimento dei prezzi delle azioni bancarie. Un importante contributo di questo studio è quello di utilizzare diverse misure di rischio sistemico, come il SRISK di Acharya et al. (2012) ed il ΔCoVaR di Adrian e Brunnermeier (2012) per valutare i driver del rischio sistemico, anziché le tradizionali misure di performance bancaria (volatilità e rendimento medio azionario) che tendono a sottovalutare l’influenza dell’ampiezza bancaria sul rischio sistemico. Inoltre, il lavoro analizza le determinanti del rischio sistemico facendo riferimento sempre ad un ampio campione globale costituito da grandi banche appartenenti a paesi diversi e prendendo in considerazione anche la presenza o meno in ciascun paese di uno schema di assicurazione dei depositi bancari. Relativamente alla relazione tra scelte di struttura bancaria e fragilità del sistema finanziario, le analisi empiriche confermano come la dimensione delle attività bancarie sia effettivamente un pericoloso driver di rischio sistemico. Inoltre, le scelte di funding da parte delle banche non sembrerebbero incidere direttamente sulle misure di rischio sistemico; mentre i modelli di business risulterebbero impattare solo sulla misura di rischio SRISK. In altri termini, un modello di business tradizionale, ossia più orientato al lending, potrebbe ridurre l’esposizione al rischio sistemico delle banche. L’indagine sulle variabili tradizionali della volatilità e del rendimento azionario confermano come la dimensione bancaria incida positivamente sulla volatilità e negativamente sulla redditività, mentre la capitalizzazione bancaria incida positivamente sulla redditività. La capitalizzazione relativa alle grandi banche avrebbe inoltre anche un impatto negativo sulla volatilità azionaria. Le scelte di struttura bancaria sembrano quindi influenzare significativamente rendimento e volatilità bancaria; il finanziamento tramite depositi incide negativamente sulla volatilità e positivamente sul rendimento, mentre il modello di business orientato prevalentemente all’attività di lending riduce il rendimento bancario ed aumenta la volatilità. Guardando alle tradizionali misure di performance bancaria, la migliore struttura bancaria potrebbe essere quella caratterizzata da una prevalenza di finanziamento tramite depositi e da una maggiore attività di trading sui mercati assieme ad una dimensione (in termini di attività) non eccessiva e ad una adeguata capitalizzazione bancaria proporzionale al volume di attività. Rimane aperto il quesito su quale sia il livello massimo di ampiezza o dimensione bancaria tale da non alimentare la fragilità del sistema finanziario. Relativamente all'impatto del sistema di assicurazione dei depositi sul rischio di sistema, le analisi empiriche sembrano confermare la relazione positiva e statisticamente significativa tra tale caratteristica e le misure di rischio sistemico, così pure la volatilità azionaria.

Country
Italy
Related Organizations
Keywords

Struttura bancaria, modello di business, modello di funding, stabilità finanziaria.

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