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L’intento di questo saggio è cercare di “dire Dio” in una modalità inedita per il pensiero filosofico. In un primo momento, vengono tratteggiati i lineamenti generali di una cristologia filosofica, e si mostra che essa può costituirsi sulla base dell’interazione spontanea tra il datum cristologico (Cristo-Logos, mediatore demiurgico di tutte le cose) e il datum trascendentale (l’inquanto, mediatore analogico di ogni dicibile e pensabile). Secondariamente, la presa in considerazione dell’epocale meditazione teologica di Karl Barth sul Niente avviene per arricchire, nell’ultimo momento, l’interlocuzione con l’ermeneutica del mito religioso proposta da Luigi Pareyson, il quale al centro della questione della dicibilità e pensabilità di Dio pone la figura del Cristo sofferente, prospettando una cristologia tragica come compito per il pensiero futuro.
cristologia, male, mito religioso, libertà, donatività
cristologia, male, mito religioso, libertà, donatività
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