Powered by OpenAIRE graph
Found an issue? Give us feedback
image/svg+xml Jakob Voss, based on art designer at PLoS, modified by Wikipedia users Nina and Beao Closed Access logo, derived from PLoS Open Access logo. This version with transparent background. http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Closed_Access_logo_transparent.svg Jakob Voss, based on art designer at PLoS, modified by Wikipedia users Nina and Beao Archivio della Ricer...arrow_drop_down
image/svg+xml Jakob Voss, based on art designer at PLoS, modified by Wikipedia users Nina and Beao Closed Access logo, derived from PLoS Open Access logo. This version with transparent background. http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Closed_Access_logo_transparent.svg Jakob Voss, based on art designer at PLoS, modified by Wikipedia users Nina and Beao
addClaim

Il fantasma

Authors: Lanini Luca;
Abstract

Negli anni Trenta, il potere bolscevico, che si è trasformato ormai in una nuova autocrazia, vuole costruire il monumento definitivo a un mondo nuovo, un edificio-mostro che, «riassumendo le architetture di tutti i tempi», avrebbe dovuto sancire anche la «fine dell’architettura». Nella convoluta vicenda concorsuale del Palazzo dei Soviet (che si svolge dal 1931 al 1937, con in più un’interessante coda nel dopoguerra) si consuma tutta la storia dell’architettura sovietica come riflesso delle convulsioni ideologiche di una nazione. L’obiettivo è erigere il «grande palazzo del potere» dell’impero sovietico in un’area lungo il fiume, a ovest delle mura del Cremlino e di fronte alla «Casa del Governo, cittadella dalla nomenklatura del regime: una composizione urbana di grande ansambl’ che è la rappresentazione plastica del blocco sociale che ha vinto la lotta per la successione di Lenin e che ambisce a trasformare una arretrata nazione agricola in una superpotenza planetaria. Il progetto vincitore è quello di Boris Iofan, al quale si aggiungeranno poi Vladimir Ščuko e Vladimir Gel'freich: un delirante, faraonico edificio telescopico alto 495 metri, sul quale torreggia una colossale statua di Lenin, programmaticamente – nei materiali, nelle forme scelte, nei molteplici linguaggi dei vari popoli dell’Unione – l’edificio-mondo dell’Unione Sovietica. Il principio urbano che lo contraddistingue consiste nella costruzione del nuovo profilo – in termini volumetrici e simbolici – di una città che si trasformata da un antipolo «russo» della cosmopolita ed europea Pietroburgo nella capitale di un impero euroasiatico che si estende per undici fusi orari, la «nuova Gerusalemme» di una società nuova. Le dimensioni di Mosca – e dunque del suo edificio più rilevante – non sono quelle della metropoli europea, né di quella americana, ma quelle monstruose di un città-territorio che si vuole estendere per migliaia di chilometri. Quando i lavori si arrestano nell’inverno del 1941, con le truppe tedesche ormai alle porte di Mosca, l’area è una colossale voragine dove le pompe lavorano ininterrottamente per estrarre l’acqua della Moscova che continua a riempire lo scavo. A guerra finita, agli occhi dei moscoviti si offre un gigantesco sterro, che viene presto riconvertito nella più grande piscina all’aperto del mondo quando il programma del Palazzo dei Soviet viene cancellato. Eppure l’immagine del Palazzo dei Soviet continuerà ad infestare a lungo la storia sovietica: fondale dei film di propaganda, soggetto di quadri e di illustrazioni, presenza fissa fino a tutti gli anni Cinquanta di ogni prefigurazione della Mosca futura, misura della tecnologia dell’URSS che continua a cimentarsi per anni con le immani questioni tecniche che quell’edificio poneva. Ma non sfugga il valore simbolico di questa fine: nel cuore monumentale di Mosca, un gigantesco buco che non si è mai riuscito a liberare dall’acqua, e che rilascia una altissima colonna di vapore: un fantasma che inghiotte non solo l’utopia modernista sovietica ma anche il sogno di egemonia del realismo socialista.

Country
Italy
Related Organizations
Keywords

Urss, Architettura Staliniana, Architettura sovietica, Mosca

  • BIP!
    Impact byBIP!
    selected citations
    These citations are derived from selected sources.
    This is an alternative to the "Influence" indicator, which also reflects the overall/total impact of an article in the research community at large, based on the underlying citation network (diachronically).
    0
    popularity
    This indicator reflects the "current" impact/attention (the "hype") of an article in the research community at large, based on the underlying citation network.
    Average
    influence
    This indicator reflects the overall/total impact of an article in the research community at large, based on the underlying citation network (diachronically).
    Average
    impulse
    This indicator reflects the initial momentum of an article directly after its publication, based on the underlying citation network.
    Average
Powered by OpenAIRE graph
Found an issue? Give us feedback
selected citations
These citations are derived from selected sources.
This is an alternative to the "Influence" indicator, which also reflects the overall/total impact of an article in the research community at large, based on the underlying citation network (diachronically).
BIP!Citations provided by BIP!
popularity
This indicator reflects the "current" impact/attention (the "hype") of an article in the research community at large, based on the underlying citation network.
BIP!Popularity provided by BIP!
influence
This indicator reflects the overall/total impact of an article in the research community at large, based on the underlying citation network (diachronically).
BIP!Influence provided by BIP!
impulse
This indicator reflects the initial momentum of an article directly after its publication, based on the underlying citation network.
BIP!Impulse provided by BIP!
0
Average
Average
Average
Upload OA version
Are you the author of this publication? Upload your Open Access version to Zenodo!
It’s fast and easy, just two clicks!