
"Il progetto mira a indagare le infrastrutture e l’impianto urbano della etrusca di Spina e inoltre il rapporto con il territorio nel quale la città fu fondata e si sviluppò tra VI e III sec. a.C. Nella campagna svolta nel settembre 2022, sono state previste due azioni di indagine, carotaggi e saggi di scavo. Grazie ad un approccio interdisciplinare e alla pianificazione di carotaggi lungo un asse est-ovest compreso tra la città e la fascia dell’antica linea di costa, sono stati raccolti dati sull’assetto geomorfologico del territorio e la sua evoluzione nel tempo, con particolare attenzione a problemi quali la progradazione costiera e la subsidenza. Altro obiettivo è impostare una ricerca sulle infrastrutture dell’area abitativa, in modo da meglio comprendere le dinamiche di progettazione e gestione dell’insediamento. Per rispondere a questo obiettivo, in parallelo a indagini non-invasive portate avanti dal 2020 al 2023 con apposite concessioni, è stata centrale la pianificazione di alcuni saggi in corrispondenza di un settore periferico dell’abitato, individuato dalle indagini geofisiche effettuate nel 2007 e successivamente interpretato come “molo”. Lo scavo, avviato nel 2022 e continuato nella campagna 2023, ha consentito di accertare l’assenza della presunta struttura (il segnale è probabilmente dovuto a un superficiale accumulo ricco di materiale archeologico, forse il risultato di vecchie operazioni di scavo) e allo stesso tempo di intercettare un ampio terrapieno con probabile orientamento NNE-SSW e le relative strutture di contenimento in legno. Il terrapieno di terra si caratterizza per essere stato costruito in un’unica soluzione ed ha una ampiezza minima di 10 m in senso est-ovest (limite interno all’abitato non intercettato). Allo stato attuale delle indagini non sembra eretto su preesistenti strutture. La sua fronte occidentale risulta modellata in gradoni e rinforzata con file di pali. Coperti nel tempo da strati colluviali, alcuni di questi pali sembrano messi in opera in fasi successive. Ai piedi della struttura, l’intercettazione in un saggio di sottili pali e travetti posti in opera ortogonalmente fra loro è indizio di una possibile struttura di contenimento della parte basale del terrapieno in un ambiente umido, poi sigillato da uno strato torbo-palustre. I materiali e le analisi al radiocarbonio su campioni di materiale organico prelevato nella scorsa campagna, orientale verso una datazione della struttura e della fase di formazione della torba tra il tardo IV e il III sec. a.C. Successivamente, la parte sommitale del terrapieno fu forse asportata e si ritiene probabile che il terreno così tolto abbia consentito la colmatura della depressione subito ad ovest della struttura. La presenza di mattoni manubriati consente di datare questa fase all’età romana o posteriore."
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