
doi: 10.3726/b21380
Politicamente corretto, linguaggio inclusivo, "lingua facile", sessismo linguistico, hate speech: nella maggior parte dei casi di discriminazione un ruolo determinante spetta (anche) al linguaggio. Pur non limitandosi a fatti linguistici, la discriminazione viene spesso trasmessa attraverso la lingua, per mezzo di espressioni volutamente spregiative, ma anche nascosta in usi idiomatici apparentemente innocui. D’altro canto però proprio la lingua può servire a combattere le discriminazioni, p.e. ricorrendo a un linguaggio inclusivo che non perpetri stereotipi di genere, oppure semplificando testi istituzionali per renderli accessibili alle persone con disabilità intellettive. Questo volume analizza da un punto di vista diacronico e sincronico alcune espressioni e locuzioni discriminatorie sulla base di materiali eterogenei (dizionari, raccolte di proverbi, trattati e testi letterari, articoli di giornale, social network, canzoni) e secondo diversi approcci metodologici. Il focus è sull’italiano, con excursus su francese, inglese e tedesco.
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