
doi: 10.1421/35163
handle: 11577/154304
L’articolo bersaglio di Cesare Cornoldi «Le basi cognitive dell’intelligenza» presenta numerosi spunti di riflessione riguardanti il costrutto psicologico di intelligenza. Il primo riguarda l’attenzione rivolta alle differenze individuali non solo in individui con sviluppo tipico, ma anche nella psicopatologia (dalle disabilita intellettive, fino ai disturbi specifici dell’apprendimento) e nell’invecchiamento, che, seppur complesse da analizzare, offrono delle potenziali ricadute applicative. Un secondo punto degno di nota riguarda la distinzione tra intelligenza di base ed intelligenza in uso che, calata nell’ambito dei disturbi specifici dell’apprendimento, consente di comprendere il motivo per cui a parita di quoziente intellettivo (QI), due bambini con la medesima diagnosi (ad es. Dislessia) possano avere una riuscita in ambito accademico, piuttosto che lavorativo da adulti, completamente differente. In altre parole, se e vero che un buon livello intellettivo funge da fattore protettivo, da solo non garantisce un’effettiva riuscita in ambito accademico o nella vita di tutti i giorni. Gli aspetti che entrano in gioco per determinare tali differenze – e descritti gia nel modello dell’intelligenza di Cornoldi (2007) – comprendono le esperienze a cui l’individuo e esposto, i fattori socio-culturali dell’ambiente in cui la persona cresce e si sviluppa e, non da ultimo, la capacita di monitorare e controllare i propri processi cognitivi e la memoria di lavoro. In questo breve commento tenteremo di analizzare i motivi per cui lo studio della psicopatologia dell’apprendimento puo aiutarci a riflettere sul funzionamento dell’intelligenza. E importante sottolinea re come, mentre la maggior parte delle ricerche si sono concentrate sullo studio della memoria di lavoro (ML) o delle funzioni esecutive in generale considerando l’intelligenza solo come variabile di controllo, sarebbe auspicabile analizzare popolazioni cliniche visti gli importanti risultati che tali ricerche possono fornire nella comprensione di un fenomeno cosi complesso quale l’intelligenza. Nello specifico prenderemo in analisi due disturbi che possono condurci a considerazioni diverse: il disturbo dell’apprendimento non-verbale (NLD) ed il di
BF Psychology, BF
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