
doi: 10.1400/95190
handle: 11577/1773722
Il saggio esamina le complesse relazioni che si stabiliscono nel corso del 1848 tra le classi subalterne e l’evento rivoluzionario. Utilizzando le riflessioni e i modelli teorici dei subaltern studies, l’autore intende in particolare analizzare la costruzione dello spazio pubblico, i rapporti tra la dimensione locale e quella nazionale, i circuiti che le parole nuove della rivoluzione percorrono e quale è il significato a loro attribuito dalle classi popolari. Questi temi sono indagati in una scala “micro”, ossia attraverso l’analisi di una comunità toscana segnata da conflitti e tumulti nel corso di tutta l’esperienza quarantottesca. Dando voce alla “provincia” e ad attori sociali lontani dal centro delle decisioni e del dibattito politico, il saggio consente di arricchire il significato complessivo dell’esperienza rivoluzionaria e di sottrarla ad una visione teleologica dello sviluppo storico
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