
La Memoria è solo una narrazione fra le tante? Questo è l'interrogativo alla base dell'intervento di Mauro Barberis al convegno annuale Convivere con Auschwitz, un quesito posto per due ragioni. La prima: le stragi in corso nel 2025, dall’invasione russa dell’Ucraina al pogrom di Hamas sino all’ecatombe di Gaza. Eventi che inducono a ripensare termini come “Shoah” e “Olocausto”. La seconda: quando la Memoria si trasferisce in rete rischia davvero di diventare una narrazione. A queste domande, però, possono forse darsi due risposte. Da una parte la Memoria non riguarda solo la Shoah degli ebrei, al singolare, fenomeno unico nella storia, ma deve estendersi a tutti gli olocausti, al plurale, che si consumano quotidianamente sotto i nostri occhi. Non secondariamente, la differenza fra Memoria e narrazioni resta netta: le narrazioni sono inconsapevoli, la Memoria dubita anche di sé stessa.
Memoria
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