La riproduzione nei rettili: nuove prospettive e sviluppi futuri

Doctoral thesis OPEN
Pelizzone, Igor (2016)
  • Publisher: Università di Parma. Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie
  • Subject: Reptiles | Reproduction | Breeding | Hormones | non compilare | VET-10

L’allevamento in cattività dei rettili è in costante crescita negli ultimi anni e richiede conoscenze mediche sempre più specialistiche per far fronte ai numerosi problemi legati a questi animali. Il corretto approccio medico prevede una profonda conoscenza delle specie prese in esame dal momento che la maggior parte delle problematiche riproduttive di questi animali sono legate ad una non corretta gestione dei riproduttori. L’apparato riproduttore dei rettili è estremamente vario a seconda delle specie prese in considerazione. Sauri ed ofidi possiedono due organi copulatori denominati emipeni e posizionati alla base della coda caudalmente alla cloaca che vengono estroflessi alternativamente durante l’accoppiamento per veicolare lo spera all’interno della cloaca della femmina. In questi animali il segmento posteriore renale è chiamato segmento sessuale, perché contribuisce alla formazione del fluido seminale. Tale porzione, durante la stagione dell’accoppiamento, diventa più voluminosa e cambia drasticamente colore, tanto che può essere confusa con una manifestazione patologica. I cheloni al contrario possiedono un unico pene che non viene coinvolto nella minzione. In questi animali. I testicoli sono due e sono situati all’interno della cavità celomatica in posizione cranioventrale rispetto ai reni. I testicoli possono variare notevolmente sia come forma che come dimensione a seconda del periodo dell’anno. Il ciclo estrale dei rettili è regolato, come pure nei mammiferi, dagli ormoni steroidei. La variazione di questi ormoni a livello ematico è stata studiato da diversi autori con il risultato di aver dimostrato come la variazione dei dosaggi degli stessi determini l’alternanza delle varie fasi del ciclo riproduttivo. La relazione tra presenza di uova (anche placentari) ed alti livelli di progesterone suggerisce che questo ormone gioca un ruolo importante nelle riproduzione delle specie ovipare per esempio stimolando la vascolarizzazione degli ovidutti durante i tre mesi in cui si ha lo sviluppo delle uova. Il 17-beta estradiolo è stato descritto come un ormone vitellogenico grazie alla sua capacità di promuovere lo sviluppo dei follicoli e la formazione di strati protettivi dell’uovo. L’aumento del livello di estradiolo osservato esclusivamente nelle femmine in fase vitellogenica è direttamente responsabile della mobilizzazione delle riserve materne in questa fase del ciclo. Va sottolineato come il progesterone sia in effetti un antagonista dell’estradiolo, riducendo la vitellogenesi e intensificando gli scambi materno fetali a livello di ovidutto. Le prostaglandine (PG) costituiscono un gruppo di molecole di origine lipidica biologicamente attive, sintetizzate sotto varie forme chimiche. Sono noti numerosi gruppi di prostaglandine ed è risputo che pesci, anfibi, rettili e mammiferi sintetizzano una o più prostaglandine partendo da acidi grassi precursori. Queste sostanze anche nei rettili agiscono sulla mucosa dell’utero aumentandone le contrazioni e sui corpi lutei determinandone la lisi. La maturità sessuale dei rettili, dipende principalmente dalla taglia piuttosto che dall’età effettiva dell’animale. In cattività, l’alimentazione e le cure dell’allevatore, possono giocare un ruolo fondamentale nel raggiungimento della taglia necessaria all’animale per maturare sessualmente. Spesso, un animale d’allevamento raggiunge prima la maturità sessuale rispetto ai suoi simili in natura. La maggior parte dei rettili sono ovipari, ovvero depongono uova con guscio sulla sabbia o in nidi creati appositamente. La condizione di ovoviviparità è riscontrabile in alcuni rettili. Le uova, in questo caso, vengono ritenute all’interno del corpo, fino alla nascita della progenie. Questa può essere considerata una strategia evolutiva di alcuni animali, che in condizioni climatiche favorevoli effettuano l’ovo deposizione, ma se il clima non lo permette, ritengono le uova fino alla nascita della prole. Alcuni serpenti e lucertole sono vivipari, ciò significa che l’embrione si sviluppa all’interno del corpo dell’animale e che è presente una placenta. I piccoli fuoriescono dal corpo dell’animale vivi e reattivi. La partenogenesi è una modalità di riproduzione asessuata, in cui si ha lo sviluppo dell’uovo senza che sia avvenuta la fecondazione. Trenta specie di lucertole e alcuni serpenti possono riprodursi con questo metodo. Cnemidophorus uniparens, C. velox e C. teselatus alternano la partenogenesi a una riproduzione sessuata, a seconda della disponibilità del maschio. La maggior parte dei rettili non mostra alcuna cura materna per le uova o per i piccoli che vengono abbandonati al momento della nascita. Esistono tuttavia eccezioni a questa regola generale infatti alcune specie di pitoni covano le uova fino al momento della schiusa proteggendole dai predatori e garantendo la giusta temperatura e umidità. Comportamenti di guardia al nido sono poi stati documentati in numerosi rettili, sia cheloni che sauri che ofidi. Nella maggior parte delle tartarughe, la riproduzione è legata alla stagione. Condizioni favorevoli, possono essere la stagione primaverile nelle zone temperate o la stagione umida nelle aree tropicali. In cattività, per riprodurre queste condizioni, è necessario fornire, dopo un periodo di ibernazione, un aumento del fotoperiodo e della temperatura. L’ atteggiamento del maschio durante il corteggiamento è di notevole aggressività, sia nei confronti degli altri maschi, con i quali combatte copiosamente, colpendoli con la corazza e cercando di rovesciare sul dorso l’avversario, sia nei confronti della femmina. Infatti prima della copulazione, il maschio insegue la femmina, la sperona, la morde alla testa e alle zampe e infine la immobilizza contro un ostacolo. Il comportamento durante la gravidanza è facilmente riconoscibile. La femmina tende ad essere molto agitata, è aggressiva nei confronti delle altre femmine e inizia a scavare buche due settimane prima della deposizione. La femmina gravida costruisce il nido in diverse ore. Scava, con gli arti anteriori, buche nel terreno e vi depone le uova, ricoprendole di terriccio e foglie con gli arti posteriori. A volte, le tartarughe possono trattenere le uova, arrestando lo sviluppo embrionale della prole per anni quando non trovano le condizioni adatte a nidificare. Lo sperma, inoltre, può essere immagazzinato nell’ovidotto fino a sei anni, quindi la deposizione di uova fertilizzate può verificarsi senza che sia avvenuto l’accoppiamento durante quel ciclo riproduttivo. I comportamenti riproduttivi di tutte le specie di lucertole dipendono principalmente dalla variazione stagionale, correlata al cambiamento di temperatura e del fotoperiodo. Per questo, se si vuole far riprodurre questi animali in cattività, è necessario valutare per ogni specie una temperatura e un’illuminazione adeguata. Durante il periodo riproduttivo, un atteggiamento caratteristico di diverse specie di lucertole è quello di riprodurre particolari danze e movimenti ritmici della testa. In alcune specie, possiamo notare il gesto di estendere e retrarre il gozzo per mettere in evidenza la sua brillante colorazione e richiamare l’attenzione della femmina. L’aggressività dei maschi, durante la stagione dell’accoppiamento, è molto evidente, in alcuni casi però, anche le femmine tendono ad essere aggressive nei confronti delle altre femmine, specialmente durante l’ovo deposizione. La fertilizzazione è interna e durante la copulazione, gli spermatozoi sono depositati nella porzione anteriore della cloaca femminile, si spostano successivamente verso l’alto, dirigendosi nell’ovidotto, in circa 24-48 ore; qui, fertilizzano le uova che sono rilasciate nell’ovidotto dall’ovario. Negli ofidi il corteggiamento è molto importante e i comportamenti durante questa fase possono essere diversi da specie a specie. I feromoni specie specifici giocano un ruolo fondamentale nell’attrazione del partner, in particolar modo in colubridi e crotalidi. La femmina di queste specie emette una traccia odorifera, percepita e seguita dal maschio. Prima dell’accoppiamento, inoltre, il maschio si avvicina alla femmina e con la sua lingua bifida o con il mento, ne percorre tutto il corpo per captare i feromoni. Dopo tale comportamento, avviene la copulazione vera e propria con la apposizione delle cloache; gli emipeni vengono utilizzati alternativamente e volontariamente dal maschio. Durante l’ovulazione, il serpente aumenterà di volume nella sua metà posteriore e contrazioni muscolari favoriranno lo spostamento delle uova negli ovidotti. In generale, se l’animale è oviparo, avverrà una muta precedente alla ovo deposizione, che avviene prevalentemente di notte. Gli spermatozoi dei rettili sono morfologicamente simili a quelli di forme superiori di invertebrati. La fecondazione delle uova, da parte di spermatozoi immagazzinati nel tratto riproduttivo femminile, è solitamente possibile anche dopo mesi o perfino anni dall’accoppiamento. La ritenzione dei gameti maschili vitali è detta amphigonia retardata e si ritiene che questa caratteristica offra molti benefici per la sopravvivenza delle specie essendo un adattamento molto utile alle condizioni ambientali quando c’è una relativa scarsità di maschi conspecifici disponibili. Nell’allevamento dei rettili in cattività un accurato monitoraggio dei riproduttori presenta una duplice importanza. Permette di sopperire ad eventuali errori di management nel caso di mancata fertilizzazione e inoltre permette di capire quale sia il grado di sviluppo del prodotto del concepimento e quindi di stabilire quale sia il giorno previsto per la deposizione. Le moderne tecniche di monitoraggio e l’esperienza acquisita in questi ultimi anni permettono inoltre di valutare in modo preciso lo sviluppo follicolare e quindi di stabilire quale sia il periodo migliore per l’accoppiamento. Il dimorfismo sessuale nei serpenti è raro e anche quando presente è poco evidente. Solitamente nei maschi, la coda risulta essere più larga rispetto a quella della femmina in quanto nel segmento post-cloacale vi sono alloggiati gli emipeni. Il maschio inoltre, è generalmente più piccolo della femmina a parità di età. Molti cheloni sono sessualmente dimorfici sebbene i caratteri sessuali secondari siano poco apprezzabili nei soggetti giovani e diventino più evidenti dopo la pubertà. In alcune specie si deve aspettare per più di 10 anni prima che il dimorfismo sia evidente. Le tartarughe di sesso maschile tendono ad avere un pene di grosse dimensioni che può essere estroflesso in caso di situazioni particolarmente stressanti. I maschi sessualmente maturi di molte specie di tartarughe inoltre tendono ad avere una coda più lunga e più spessa rispetto alle femmine di pari dimensioni e la distanza tra il margine caudale del piastrone e l’apertura cloacale è maggiore rispetto alle femmine. Sebbene la determinazione del sesso sia spesso difficile nei soggetti giovani molti sauri adulti hanno dimorfismo sessuale evidente. Nonostante tutto comunque anche tra i sauri esistono molte specie come per esempio Tiliqua scincoides, Tiliqua intermedia, Gerrhosaurus major e Pogona vitticeps che anche in età adulta non mostrano alcun carattere sessuale secondario evidente rendendone molto difficile il riconoscimento del sesso. Per garantire un riconoscimento del sesso degli animali sono state messe a punto diverse tecniche di sessaggio che variano a seconda della specie presa in esame. L’eversione manuale degli emipeni è la più comune metodica utilizzata per il sessaggio dei giovani ofidi ed in particolare dei colubridi. I limiti di questa tecnica sono legati al fatto che può essere considerata attendibile al 100% solo nel caso di maschi riconosciuti positivi. L’eversione idrostatica degli emipeni esattamente come l’eversione manuale degli emipeni si basa sull’estroflessione di questi organi dalla base della coda, pertanto può essere utilizzata solo negli ofidi e in alcuni sauri. La procedura prevede l’iniezione di fluido sterile (preferibilmente soluzione salina isotonica) nella coda caudalmente all’eventuale posizione degli emipeni. Questa tecnica deve essere eseguita solo in casi eccezionali in quanto non è scevra da rischi. L’utilizzo di sonde cloacali è il principale metodo di sessaggio per gli ofidi adulti e per i sauri di grosse dimensioni. Per questa metodica si utilizzano sonde metalliche dello spessore adeguato al paziente e con punta smussa. Nei soggetti di genere maschile la sonda penetra agevolmente al contrario di quello che accade nelle femmine. Anche gli esami radiografici possono rendersi utili per il sessaggio di alcune specie di Varani (Varanus achanturus, V. komodoensis, V. olivaceus, V. gouldi, V. salvadorii ecc.) in quanto questi animali possiedono zone di mineralizzazione dei tessuti molli (“hemibacula”) che possono essere facilmente individuate nei maschi. Diversi studi riportano come il rapporto tra estradiolo e androgeni nel plasma o nel liquido amniotico sia un possibile metodo per identificare il genere sessuale delle tartarughe. Per effettuare il dosaggio ormonale, è necessario prelevare un campione di sangue di almeno 1 ml ad animale aspetto che rende praticamente impossibile utilizzare questo metodo di sessaggio nelle tartarughe molto piccole e nei neonati. L’ecografia, volta al ritrovamento degli emipeni, sembra essere un metodo molto preciso, per la determinazione del sesso nei serpenti. Uno studio compiuto presso il dipartimento di Scienze Medico Veterinarie dell’Università di Parma, ha dimostrato come questo metodo abbia una sensibilità, una specificità e un valore predittivo positivo e negativo pari al 100%. La radiografia con mezzo di contrasto e la tomografia computerizzata possono essere utilizzate nel sessaggio dei sauri, con buoni risultati. Uno studio, compiuto dal dipartimento di Scienze Medico Veterinarie, dell’Università di Parma, ha voluto mettere a confronto diverse tecniche di sessaggio nei sauri, tra cui l’ecografia, la radiografia con e senza mezzo di contrasto e la tomografia computerizzata con e senza mezzo di contrasto. I risultati ottenuti, hanno dimostrato come l’ecografia non sia il mezzo più affidabile per il riconoscimento degli emipeni e quindi del sesso dell’animale, mentre la radiografia e la tomografia computerizza con mezzo di contrasto siano tecniche affidabili e accurate in queste specie. Un metodo valido e facilmente realizzabile per il sessaggio dei cheloni anche prepuberi è la cistoscopia. In un recente studio la cistoscopia è stata effettuata su quindici cheloni deceduti e venticinque cheloni vivi, anestetizzati. In generale, questo metodo si è dimostrato non invasivo per le tartarughe, facilmente ripetibile in diversi tipi di tartarughe e di breve durata. Tra le principali patologie riproduttive dei rettili le distocie sono sicuramente quelle che presentano una maggior frequenza. Quando si parla di distocia nei rettili, si intendono tutte quelle situazioni in cui si ha una mancata espulsione e deposizione del prodotto del concepimento entro tempi fisiologici. Questa patologia è complessa e può dipendere da diverse cause. Inoltre può sfociare in malattie sistemiche a volte molto severe. Le distocie possono essere classificate in ostruttive e non ostruttive in base alle cause. Si parla di distocia ostruttiva quando si verificano delle condizioni per cui viene impedito il corretto passaggio delle uova lungo il tratto riproduttivo (Fig.13). Le cause possono dipendere dalla madre o dalle caratteristiche delle uova. Nel caso di distocia non ostruttiva le uova rinvenute sono solitamente di dimensioni normali e la conformazione anatomica della madre è fisiologica. L’eziologia è da ricercare in difetti comportamentali, ambientali e patologici. Non esistono sintomi specifici e patognomonici di distocia. La malattia diviene evidente e conclamata solamente in presenza di complicazioni. Gli approcci terapeutici possibili sono vari a seconda della specie animale e della situazione. Fornire un’area adeguata per la nidiata: se la distocia non è ostruttiva si può cercare di incoraggiare l’animale a deporre autonomamente le uova creando un idoneo luogo di deposizione. Il trattamento medico prevede la stimolazione della deposizione delle uova ritenute mediante l’induzione con ossitocina. L’ossitocina viene somministrata alle dosi di 1/3 UI/kg per via intramuscolare. Uno studio condotto presso l’Università veterinaria di Parma ha comparato le somministrazioni di ossitocina per via intramuscolare e per via intravenosa, confrontando le tempistiche con le quali incominciano le contrazioni e avviene la completa ovodeposizione e dimostrando come per via intravenosa sia possibile somministrare dosi più basse rispetto a quelle riportate solitamente in letteratura ottenendo comunque un ottimo risultato. Nel caso in cui il trattamento farmacologico dovesse fallire o non fosse attuabile, oppure in casi di distocia ostruttiva è possibile ricorrere alla chirurgia. Per stasi follicolare si intende la incapacità di produrre sufficiente quantità di progesterone da corpi lutei perfettamente funzionanti. Come per la distocia, l’eziologia della stasi follicolare è variegata e molto ampia: le cause possono essere sia ambientali che patologiche. La diagnosi clinica viene fatta essenzialmente per esclusione. Come per la distocia, anche in questo caso l’anamnesi e la raccolta del maggior quantitativo di informazioni è fondamentale per indirizzarsi verso il riconoscimento della patologia. Per prolasso si intende la fuoriuscita di un organo attraverso un orifizio del corpo. Nei rettili, diversi organi possono prolassare attraverso la cloaca: la porzione terminale dell’apparato gastroenterico, la vescica urinaria, il pene nel maschio (cheloni) e gli ovidutti nella femmina. In sauri e ofidi gli emipeni possono prolassare dalle rispettive tasche in seguito ad eccesiva attività sessuale97. La corretta identificazione del viscere prolassato è estremamente importante e deve essere effettuata prima di decidere qualsiasi tipologia di trattamento ed intervento. Nei casi acuti e non complicati è possibile la riduzione manuale dell’organo, dopo un accurato lavaggio e attenta pulizia. Se questo non dovesse essere possibile, l’utilizzo di lubrificanti e pomate antibiotiche garantisce all’organo una protezione efficiente. Nel caso in cui non si sia potuto intervenire celermente e l’organo sia andato incontro a infezione e congestione venosa prolungata con conseguente necrosi, l’unica soluzione è l’amputazione Reptile captive breeding has been steadily growing in recent years and requires more advanced medical knowledge to deal with problems related to these animals. Deep knowledge of examined species is mandatory since most of reproductive problems of these animals are related to incorrect management. Reproductive system of reptiles is various, depending on species considered. Lizards and snakes have two copulatory organs called hemipenis situated at the base of the tail, caudal to the cloacal opening that are everted alternately during mating. In these animals, renal posterior segment is called renal sexual segment, because it contributes to formation of seminal fluid. This portion, during breeding season becomes more voluminous and drastically changes in colour. Turtles have a single penis that is not involved in urination. In these animals testicles are two and are located inside coelomatic cavity cranioventrally to kidneys. Testicles can vary considerably both as shape as size depending on the time of year. Reproductive cycle of reptiles is regulated, as well as in mammals, by steroid hormones. Variation of these hormones in blood has been studied by several authors that showed how the dosages variation determines alternation of reproductive cycle stages. Relationship between eggs and high levels of progesterone suggests that this hormone plays an important role in the reproduction of reptiles by stimulating oviducts vascularization during egg development. 17-beta estradiol has been described as vitellogenic hormone because of its ability to promote development of follicles and the formation of protective layers of the egg. Rising levels of estradiol observed during vitellogenic stage is directly responsible for the mobilization of maternal reserves at this stage of the cycle. It should be emphasized that the progesterone is in fact an antagonist of estradiol, reducing vitellogenesis and enhancing exchanges at level of maternal-foetal oviduct. Prostaglandins (PG) are a group of molecules synthesized in several chemical forms. Numerous groups of prostaglandins are known and fish, amphibians, reptiles and mammals synthesize one or more prostaglandins starting from fatty acids precursors. Prostaglandins, in reptiles, increase the contractions of uterus and cause corpus luteal lysis. Sexual maturity of reptiles, depends on size rather than age of animal. In captivity, nutrition and health of farm, can play a key role in achieving the necessary size for animals. Often, a captive animal reaches sexual maturity earlier than in nature. Most reptiles are oviparous and lay eggs with shells on the sand or in artificial nests. Ovoviviparity is found in some reptiles. Eggs, in this case, are retained within body, until birth of offspring. This can be seen as an evolutionary strategy of some animals, which under favourable weather conditions make the egg deposition, but if conditions does not allow it, retain eggs until the birth of offspring. Some snakes and lizards are viviparous, this means that embryo develops inside the body of the animal and that there is a placenta. Parthenogenesis is a form of asexual reproduction, in which the egg develops without fertilization. Thirty species of lizards and snakes can breed with this method. Cnemidophorus uniparens and C. velox teselatus alternating parthenogenesis to sexual reproduction, depending on availability of the male. Most reptiles shows no maternal care for eggs or for newborn who are abandoned at birth. There are exceptions to this general rule, in fact some species of pythons hatch the eggs until birth to protect them from predators and ensuring the right temperature and humidity. In turtles, mating is related to season. In captivity, you need to reproduce these conditions to breed animals. Male during courtship is aggressive and before copulation bites head and legs of female. Behaviour during pregnancy is easily recognizable. Female is very agitated, is aggressive towards other females and start digging holes two weeks before deposition. Pregnant female builds the nest for several hours. He digs holes in the ground and lays eggs, covering them with soil and leaves with the hind limbs. Sometimes, turtles can arrest embryonic development of the offspring for years until they find the right conditions to nest. Sperm also can be stored up to six years in the oviduct and deposition of fertilized eggs can occur without mating during reproductive cycle. Reproductive behaviour of all species of lizards mainly depend on seasonal variation and is related to changes of temperature and photoperiod. Fertilization is internal and during copulation, sperm is deposited in the anterior portion of female cloaca. Sperm move up, heading in the oviduct, in about 24-48 hours. In snakes species-specific pheromones play a key role in attracting partners, especially in colubrids. Before coupling male approaches the female and with his tongue capture pheromones. During ovulation, snakes will increase in volume in its rear half and muscle contractions will encourage movement of eggs in the oviducts. Sperm of reptiles is morphologically similar to those of mammals. Fertilization of eggs by sperm stored in female reproductive tract is usually possible even after months or years from coupling. Retention of male gametes is called amphigonia retardata and offers many benefits for survival of species. Monitoring breeding animals can be useful to check possible management errors and to determine which the day for deposition is. Modern techniques of monitoring and experience gained in recent years can also estimate accurately follicular development to determine which the best time for mating is. Sexual dimorphism is rare in snakes. Usually in males, tail appears to be wider than in female because in post-cloaca segment are housed hemipenis. Male is generally smaller than female. Many turtles are sexually dimorphic although the secondary sexual characteristics are not very significant in young and become more evident after puberty. In some species, you have to wait for more than 10 years before dimorphism is evident. In chelonian, males tend to have a large penis that can be everted in stressful situations. Sexually mature males of many species of turtles also tend to have a longer and thicker tail than females and distance between caudal edge of plastron and cloacal opening is larger than females. Although sex determination is often difficult in young animals, many lizards have obvious sexual dimorphism when adult. However, also among lizards many species such as Tiliqua scincoides, Tiliqua intermedia, Gerrhosaurus majors and Pogona vitticeps, do not show obvious secondary sexual character. To ensure recognition of sex of animals have been developed techniques for sexing. Manual eversion of hemipenis is most common method used for sexing young snakes. Main limit of this technique is that it is trusted to 100% only in case of positive males. Hydrostatic eversion of hemipenis is similar to manual eversion, so it can be used only in snakes and some lizards. This procedure involves injection of sterile fluid (preferably isotonic saline) into tail caudally to hemipenis. This technique should be employed only in exceptional cases, because it is not risk-free. Cloacal probing is the main method for sexing adult ophidians and large lizards. Metal probes with blunt tip are gently introduced in cloaca, and pushed against the posterior wall of the cloaca. In males probe penetrates easily, in females not. X-rays can be useful for sexing some species of Monitor lizards (Varanus achanturus, V. komodoensis, V. olivaceus, V. gouldi, V. salvadorii etc.) because these animals have zones of mineralization (" hemibacula ") that can be easily identified in males. Several studies report that the ratio of estradiol and androgen in plasma or in amniotic fluid is a possible method to identify turtle’s sex. Ultrasound seems to be a very accurate method for the determination of sex in snakes, and hemipenis are evident in males. A study of Department of Veterinary Medical Sciences, University of Parma, has shown that this method has a sensitivity, specificity, and positive and negative predictive value of 100%. X-ray contrast medium and computed tomography can be used in sexing lizards, with good results. Another study of Department of Veterinary Medical Sciences, University of Parma, compared different techniques in sexing lizards, including ultrasonography, radiography with and without contrast medium and computed tomography with and without contrast medium. Results have shown that ultrasound is not the most reliable technique for recognizing hemipenis and the sex of lizard, while X-ray and computed tomography with contrast medium are reliable and accurate techniques in these species. A valid method and easily achievable for sexing young turtles is cystoscopy. In a recent study cystoscopy, was performed on young turtles. In general, this method has proven to be non-invasive, easily repeatable and rapid. Dystocia is a common reproductive disease in reptiles. This disease is complex and can have several causes. It can also lead to severe systemic disease. Dystocia in reptiles could be obstructive or non-obstructive. Obstructive dystocia occurs when eggs passage along reproductive tract is prevented. Causes of dystocia can be related to the mother or to the shape and dimension of eggs. In case of non-obstructive dystocia, eggs found are usually normal and anatomy of the mother is physiological. Causes could be behavioural defects, environmental error or pathologies. Treatments are depending on animal species and situation. If dystocia is non-obstructive, you can try to encourage animals to lay eggs creating a suitable place of deposition. Medical treatment involves stimulation of spawning by induction with oxytocin. Oxytocin is administered at the doses of 1/3 IU/kg intramuscularly. A study conducted at the Veterinary University of Parma compared administration of oxytocin intramuscularly and intravenously. This study show that oxytocin administered IV provide faster results than IM dosing for the treatment of non-obstructive egg retention in red-eared sliders. In cases where drug treatment fails or is not practicable or in cases of obstructive dystocia surgical treatment is necessary. As for dystocia, aetiology of follicular stasis is very wide and varied: the causes can be both environmental and pathological. Clinical diagnosis is made primarily by exclusion. As for dystocia, anamnesis is critical to recognize the disease. In reptiles, different organs can prolapse through the cloaca: terminal portion of the gastrointestinal system, urinary bladder, penis or hemipenis in males and oviducts in females. Identification of prolapsed organ is extremely important and must be done before deciding any kind of treatment. In acute and uncomplicated cases, you can manually reduce prolapsed organs. If this is not possible, lubricants and antibiotic ointments could ensure effective protection. In case you have not been able to act quickly and infection, prolonged venous congestion or necrosis begin, the only solution is amputation surgery.  
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